Il trucco dell’olio di lino che le nonne usavano per far durare il matterello decenni: lo fai anche tu?

Il matterello è uno di quegli strumenti da cucina che, se trattato bene, dura decenni. Ma quante volte capita di ritrovarlo con piccole crepe sul legno, la superficie ruvida o leggermente deformata dopo qualche anno di utilizzo? La cura del matterello è una di quelle conoscenze tramandate di cucina in cucina, spesso dimenticate nell’era delle attrezzature monouso. Eppure bastano poche attenzioni costanti per mantenerlo perfetto nel tempo.

Perché il matterello si rovina: le cause più comuni

Il nemico numero uno del matterello in legno è l’umidità. Lavarlo sotto l’acqua corrente, lasciarlo in ammollo o riporlo ancora bagnato sono le abitudini che compromettono la struttura del legno nel tempo. L’acqua penetra nelle fibre, le gonfia e poi, asciugandosi, le restringe: questo ciclo continuo è la causa principale di crepe e deformazioni. A questo si aggiunge l’esposizione al calore diretto, come posarlo vicino ai fornelli o lasciarlo in una cucina molto calda senza protezione.

Un altro fattore spesso sottovalutato è il modo in cui viene riposto. Appoggiarlo su un lato per lungo tempo, oppure sotto oggetti pesanti, crea pressioni asimmetriche che nel tempo ne alterano la forma cilindrica.

Come pulirlo correttamente dopo ogni utilizzo

La nonna non lo passava mai sotto l’acqua. Il metodo giusto è raschiare la farina residua con una spatola o un raschietto, poi passare un panno appena inumidito e asciugare subito con un canovaccio pulito e asciutto. Se l’impasto ha lasciato residui più ostinati, un po’ di sale grosso usato come abrasivo naturale risolve il problema senza aggredire il legno.

Mai usare detergenti, spugne abrasive o lavastoviglie: questi metodi distruggono la superficie liscia che rende il matterello così efficace e igienico durante la lavorazione degli impasti.

Il trucco dell’olio di lino: nutrire il legno per proteggerlo

Uno dei segreti più antichi per preservare il matterello è l’olio di lino alimentare. Applicarne uno strato sottile con un panno morbido ogni due o tre mesi nutre le fibre del legno, crea una barriera naturale contro l’umidità e mantiene la superficie compatta e liscia. Si lascia assorbire per qualche ora, poi si rimuove l’eccesso con un panno asciutto.

In alternativa, alcune nonne usavano l’olio di oliva, anche se tende ad irrancidire più facilmente. L’olio di lino rimane la scelta migliore proprio per la sua stabilità nel tempo.

Come conservarlo senza deformarlo

Il modo in cui si ripone il matterello fa tutta la differenza. Le regole da seguire sono semplici ma spesso ignorate:

  • Conservarlo in posizione orizzontale su una superficie piana, mai appeso verticalmente se è pesante
  • Tenerlo lontano da fonti di calore e dalla luce diretta del sole
  • Non riporlo mai in cassetti affollati dove subisce pressioni laterali
  • Lasciarlo sempre completamente asciutto prima di riporlo

Un matterello ben curato non è solo uno strumento più durevole: lavora meglio, scivola meglio sull’impasto e non assorbe odori. Dedicargli cinque minuti dopo ogni utilizzo significa avere tra le mani, per anni, uno strumento all’altezza di qualsiasi sfoglia.

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